
Breve sintesi delle linee guida 2020 del AAFP
(American Association Feline Practitioners)
“Feline Retrovirus Testing and Management guidelines”
La FIV è un retrovirus del genere Lentivirus che attacca le cellule del sistema immunitario provocando la sindrome dell’immuno-deficienza acquisita, in gatti domestici e altri felini compresi leoni, tigri …. La trasmissione avviene tramite saliva e sangue (soprattutto attraverso morsi e graffi). Le mamme infette trasmettono, attraverso il colostro, anticorpi FIV ai gattini, che pertanto risultano positivi ai test rapidi in assenza di infezione congenita, ma diventano sieronegativi in 6 mesi. Il virus sembra non essere trasmesso sessualmente.
Il bersaglio principale dell’infezione FIV sono i linfociti T CD4+, cellule T helper, che hanno un ruolo importante nello sviluppo dell’immunità umorale e cellulo-mediata. Il virus si lega alla proteina recettore del linfocita dell’ospite, e rilascia i componenti virali all’interno della cellula dove l’RNA virale viene trascritto in DNA (provirus) per essere replicato in molte copie in grado di infettare altri linfociti e i linfonodi (linfopenia e linfadenopatia). Durante questa fase, acuta, dell’infezione, alte concentrazioni di virus sono rilevabili nel sangue tramite qPCR, mentre la concentrazione di CD4+ diminuisce. La fase iniziale è seguita dalla risposta immunitaria caratterizzata dalla produzione di anticorpi anti-FIV e la conseguente diminuzione della circolazione del virus (8-12 settimane). Dopo la prima fase, il gatto può entrare in una lunga fase asintomatica che può durare anche molti anni, i linfociti hanno il provirus integrato ma non producono particelle virali. Durante questa fase in alcuni gatti si può verificare una progressiva disfunzione del sistema immunitario che li rende più suscettibile a neoplasie e infezioni croniche, e ad una infezione FIV secondaria.

Il più comune test di screening eseguito è il test rapido per il rilevamento degli anticorpi FIV-specifici; i gatti infetti sviluppano una alta concentrazione di anticorpi che persistono nel tempo (infezione persistente) per cui la presenza di anticorpi specifici indica la presenza del virus. La maggioranza dei gatti sviluppa anticorpi entro 60 giorni dall’infezione, inoltre anche durante la fase asintomatica dell’infezione gli anticorpi specifici sono sempre rilevabili.
I test rapidi sono solo un primo approccio alla diagnosi FIV che dovrebbe essere sempre riconfermata mediante qPCR del DNA provirale.
Il test rapido può risultare:
La PCR sulla quantità dell’RNA virale risulta positiva molto precocemente (2-3 settimane), tuttavia l’RNA virale risulta intermittente nelle diverse fasi dell’infezione (non si rileva RNA nella fase asintomatica, dopo, cioè, 44 settimane dall’esposizione). Il DNA provirale risulta invece sempre rilevabile tramite qPCR.
Il ricorso ad test molecolari (qPCR) è fortemente consigliata per una diagnosi certa, tali test risultano molto sensibili e specifici.

Il presente algoritmo va sempre valutato contestualmente alle manifestazioni cliniche del gatto.
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