
Breve sintesi delle linee guida 2020 del AAFP (American Association Feline Practitioners) “Feline Retrovirus Testing and Management guidelines”
La FeLV è un retrovirus oncogenico responsabile di una delle principali e più diffuse malattie infettive del gatto. La FeLv è trasmessa sia verticalmente (madre-figlio) sia orizzontalmente in gatti conviventi o durante i combattimenti. Gatti giovani hanno un maggior rischio di diventare infetti. I gatti infetti diffondono il virus nei fluidi corporei, incluso saliva, secrezioni nasali, latte, urine e feci. Dopo l’esposizione, il virus può essere trovato inizialmente nei tessuti linfoidi vicini al sito di infezione, poi si diffonde attraverso i monociti e i linfociti infettando il midollo osseo (viremia primaria). Successivamente all’infezione del midollo osseo, può verificarsi una viremia secondaria con la presenza di leucociti e piastrine infette circolanti nel sangue, in questo modo l’infezione raggiunge faringe, stomaco, esofago, vescica, vie respiratorie e ghiandole salivari.
Dopo l’esposizione al virus le infezioni sono classificate come:
Progressive: nei gatti con infezione progressiva è presente una estesa replicazione del virus prima nei tessuti linfoidi locali, poi nel midollo e successivamente nella mucosa e nel tessuto epiteliale ghiandolare. L’infezione di mucose e ghiandole è associata all’escrezione del virus attraverso i liquidi corporei. L’infezione progressiva è caratterizzata da una insufficiente immunità FeLV specifica.
Regeressive: l’infezione regressiva è accompagnata da una risposta immunitaria che limita ma non elimina la replicazione del virus, non si verifica, infatti, la diffusione del virus dopo il termine della prima fase viremica. Tuttavia il DNA provirale (RNA integrato nel genoma dell’ospite) può essere sempre rivelato con qPCR, e persiste nel tempo. È Stato dimostrato che il DNA provirus integrato nel genoma dell’ospite mantiene la sua capacità di replicazione e la riattivazione è sempre possibile, anche dopo molti anni dall’esposizione iniziale. I gatti con infezione regressiva non diffondono il virus se non attraverso donazioni di sangue; hanno elevati titoli di anticorpi, e hanno bassi rischi di sviluppare malattie FeLV-associate. (Vaccini FeLV non interferiscono con test rapidi antigenici e con la qPCR)
Abortive: L’infezione abortiva è stata osservata con la sperimentale inoculazione del virus ma è abbastanza comune anche in gatti con infezione naturale, è caratterizzata dalla presenza di anticorpi anti-FeLV in assenza di RNA virale, DNA provirale e antigene.

RNA virale rilevabile, in media, dopo 1 settimana, nelle infezioni regressive diminuisce entro 16 settimane.
DNA provirale rilevabile, in media, dopo 2 settimane e sempre verificabile nel tempo.
L’antigene è rilevabile dopo circa 30 giorni, nelle infezioni regressive diminuisce entro 16 settimane.
Lo screening diagnostico di routine per la FeLV si basa sulla rivelazione dell’antigene virale p27 che viene abbondantemente prodotto nella maggior parte dei gatti infetti. La maggioranza dei gatti risulta positiva entro 30 giorni dall’esposizione, tuttavia lo sviluppo dell’antigenemia risulta estremamente variabile e può richiedere molto più tempo in alcuni gatti. Risultati negativi a questo test non possono escludere una infezione recente, per questo si consiglia di ripetere il test dopo almeno 30 giorni.
Poiché la positività al test incide significativamente sulla vita del gatto, viene raccomandato dall’AAFP un test di conferma con altra metodica (ELISA e qPCR). Gatti inizialmente positivi al test antigenico p27 e alla PCR del provirus passeranno ad un pattern regressivo entro 16 settimane dall’infezione.
La rivelazione di RNA virare attraverso RT-PCR è un parametro affidabile di antigemia e contagiosità, può essere eseguito sia su sangue che su saliva e risulta positivo molto precocemente (1-3 settimane) dall’esposizione.


Tel 06 7847629 | Tel & Fax 06 7825111 | 339 5665742
segreteria@appiavet.com